Giulia L.
Meglio insetti o veleno???
Errate convinzioni inculcate ormai nella nostra mente, abitudini di vita sempre più asettiche, mode scellerate e, ultimi ma non per importanza, astrusi interessi finanziari di enigmatiche multinazionali farmaceutiche e non, ci hanno portato ad una vita sterile, ossessionati dalla pulizia, dal tempo che corre, dalla minaccia che qualche granello di polvere (non parliamo poi di insetti) possano essere il male assoluto.
Veniamo bombardati quotidianamente da pubblicità che ci dicono quando, come e dove distruggere ogni forma di vita che non faccia parte di questo finto quadro di clinica, perfetta pulizia.
Il problema più serio sorge quando questi paradigmi si applicano all'alimentazione.
Un esempio: chi ce lo fa fare di prendere un bel cespo di insalata, se siamo fortunati biologico, però sporco di terra, magari con qualche piccolo insetto, quando possiamo servirci con una comodissima busta in atmosfera modificata, con una splendida insalata già pulita e tagliata, pronta per essere condita? Schiavi della logica del "sono in ritardo" prediligiamo la seconda credendoci furbi, non considerando le alterazioni che l'insalata è costretta a subire, la puzza che emette quando apriamo la busta, la provenienza sconosciuta, il fatto che se la teniamo frigo due giorni e rimane uguale non può essere un fatto positivo. (Forse è un pò di plastica?) L'insalata vera è soggetta allo scorrere del tempo, quindi appassisce, l'insalata vera profuma di buono e di terra fresca, l'insalata vera ha un luogo di provenienza ben preciso e soprattutto può essere colonia di vari insetti che, ritenendola appetitosa, quindi buona e sana, la mangiano almeno finchè non sopraggiunge l'uomo.
Forse dovremo cominciare a capire che se non ci sono insetti sull'insalata non è positivo perchè significa che è carica di veleni e additivi che che perfino l'insetto ritiene siano velenosi. Gli insetti, in questo caso, sono indici della genuinità del prodotto. Infine un'altra questione fondamentale è il prezzo: un'insalata in busta, infatti costa proporzionalmente circa dieci volte tanto un cespo di insalata "tradizionale".
L'ultima considerazione che pongo potrà risultare sinistra ma io la ritengo necessaria: negli ultimi anni stanno crescendo casi di tumore di diverso tipo che affliggono sempre più persone giovani e ciò, a mio avviso, è obbligatoriamente correlato ad un'alimentazione sempre più "plasticizzata", imbottita di elementi chimici, sottomessa al dogma della fretta e della comodità. Chiediamoci se ne vale veramente la pena la prossima volta che ci troviamo di fronte a un banco di frutta e verdura...
Karin P.
Chili con carne (di cinghiale toscano)
A partire da un piatto (per piatto intendo un cibo cucinato e non una ricetta, con ciò vorrei chiarire che non mi riferisco al procedimento di preparazione), che ho gustato qualche giorno fa, all’apparenza un semplice chili con carne, ho riflettuto sul significato di identità alimentare e sugli elementi che la costruiscono e la definiscono, e su come quel piatto fosse il risultato dell’integrazione tra culture e influenze diverse.
Il chili con carne, cucinato da una signora olandese, sposata con un americano, immigrata in Italia da molti anni, è stato cucinato con la carne dei cinghiali della sua tenuta. Il piatto è soggetto a molteplici influenze geografiche e culturali: la scelta del piatto è dovuta alla vicinanza culturale con gli Stati Uniti e indirettamente con il Messico e la scelta delle materie prime è legata alla disponibilità delle stesse nel posto in cui viene preparato. Cosa definisce pertanto l’identità e “l’autenticità” di un piatto? La provenienza geografica del piatto stesso? La provenienza di chi lo cucina? Il luogo in cui viene cucinato? O le materie prime utilizzate?
Qual é l’autentico chili con carne?
Vanessa K. Z.
La gula y la grasa
Dando seguimiento a el tema de mi colega Giulia....
Pues, la obesidad si tiene relaciones estadísticas muy fuertes, y ya es considerada una epidemia. Pero más que nada, la grasa que comemos y la cantidad de grasa que tenemos corporalmente ya se ha tornado una cuestión moral. Es considerado feo ser glotón, y se reanuda uno de los "pecados capitales", no más por una cuestión de religión, pero por cuestiones de salud. Hay la exigencia de un cuerpo delgado y delicado para las mujeres, y un rígido y fuerte para los hombres. Además, el acto de alimentarse y la cantidad de comida que se come es un señal de poder. En los tiempos de hoy tiene el poder de quien sabe controlar lo que pone o no en la boca.
Hay un descalabro en los comportamientos alimentarios. Nunca hemos tenido tanta información sobre salud y tanta seguridad higiénica cuanto a los alimentos, pero al mismo tiempo, no sabemos que hacer con esta información (que incluso puede ser muy superficial o quizás mal interpretada) y el ritmo de vida nos lleva a hábitos alimentares diferentes vinculado a lo que se puede considerar "comer bien" o "comer mal". Hay una gran variedad de alimentos, y la difusión del conocimiento de que son las vitaminas, antioxidantes, minerales, calorías, por medios de lo que dice la televisión, de lo que se oye en la radio, de lo que hace bien para salud del vecino, del entreno del gimnasio del mejor amigo que hace milagros, y lo que la hija de un primo hay dicho que hace bien para mantener la línea. Una verdadera cacofonía alimentar. Y la obesidad se puede direccionar o cambiar por una ortorexia alimentando esta "hambre oculta". Pero, si hay dicho el médico, que otra cosa hacer si no decir amén, verdad? O quizás...
Roberto O.
il disciplinare di produzione: una ricetta "immutabile"
Sulla base del concetto di ricetta emerso durante la tavola rotonda, e del suo carattere mutevole nel tempo, è interessante notare come il disciplinare di produzione di un prodotto a denominazione di origine controllata sia una ricetta alquanto anomala.
Il disciplinare, infatti, nasce nel momento in cui si pensa di aver raggiunto un metodo di produzione ottimale, dal punto di vista qualitativo, del prodotto e che questo non venga modificato nel tempo. Spesso il metodo scelto deve rinunciare ad innovazioni tecnologiche e a modifiche più ottimizzanti della produzione perchè inciderebbero negativamente sulla qualità stabilita del prodotto da tutelare. Per questo motivo esistono numerose problematiche rispetto alle modificazioni dei disciplinari. È infatti molto difficile decidere quando un’innovazione tecnologica influenza la “tipicità” e l’“unicità” del prodotto e soprattutto con quale intensità questo avviene. Il disciplinare in un certo senso rappresenta la fine del percorso evolutivo di una ricetta e ha l’arduo compito di far rimanere fissa nel tempo la “ricetta ideale” di un determinato prodotto.
Giulia L.
La gola, un "male" tra gli altri
La lezione di oggi sulla gola, sull'irresistibililtà della tentazione culinaria mi ha fatto profondamente riflettere su un problema internazionale, l'obesità, che oggi affligge senza eccezioni il nostro "mondo occidentale", un mondo di benessere, di tecnologie e di comodità. Tutto quest'insieme di strumenti, pur agevolando il nostro vivere, sgravandoci da faticose perdite di tempo, ha fatto si che la pigrizia, in tutti i sensi, s'impossessasse delle nostre abitudini, del nostro modo di vivere e di vedere la vita.
Mai come negli ultimi dieci anni il numero di persone in forte sovrappeso è stato così elevato: Stati Uniti, Australia, tutta l'Europa e quindi anche la nostra Italia sono i paesi maggiormente interessati da questo fenomeno preoccupante ed in continua crescita. Basta fare due passi per strada per accorgersi di quest'epidemia, ci siamo trasformati in persone sempre più pigre e svogliate, ci affanniamo per un parcheggio che ci faccia camminare il meno possibile. Ci nutriamo di cibi precotti e preconfezionati che non ci sporchino la cucina, ma che in realtà poi sono carichi di grassi e di sostanze nocive per il nostro fisico e, lasciatemi aggiungere, anche per la nostra mente.
Il fatto più allarmante è che, negli ultimi anni soprattutto i bambini sono stati colpiti da questa patologia, tanto che perfino la televisione (sempre interessata all'audience e al guadagno grazie alle disgrazie altrui) ha cominciato ad occuparsi di questo fenomeno trasmettendo programmi dai nomi estremamente umilianti per esempio "Adolescenti xxl" o "I used to be fat" etc. (programmi che a tutt'oggi sono trasmessi in vari canali)
Speriamo che in un prossimo futuro si adottino soluzioni più intelligenti e costruttive diverse dal mettere in mostra ed in ridicolo tutte le problematiche e le mortificazioni che le persone spropositatamente sovrappeso sono costrette a subire.